articolo – Il Mattino

SCAFATI. Percorrere le vie del tenitorio, di sera, fino a tarda ora, per dare conforto alle persone disagiate, a chi della strada ha fatto, per necessità, ta sua casa… È la lodevole iniziativa che questa sera sarà messa in campo da un gruppo di persone della parrocchia di San Francesco di Paola, uomini e donne, ragazzi e ragazze, tutti uniti da uno stesso comune obiettivo: essere d’aiuto a chi ne ha bisogno.

Saranno una ventina e si daranno appuntamento stasera, alle 20.30, davanti al tempio di San Francesco per dare concretezza alla loro iniziativa: per dare un conforto a chi dorme in strada su una panchina piuttosto che sul ciglio del marciapiede, offrendo una coperta, un panino o una bevanda calda. Ovviamente ci sarà con loro anche don Peppino De Luca, parroco della chiesa di San Francesco ed instancabile guida del gruppo parrocchiale.
Hanno scelto di chiamarsi “Gli Amici di Stefano” in ricordo di un ragazzo che viveva per strada e che un giorno, qualche mese fa, fu trovato morto su una panchina, nell’area parcheggio di un supermercato, dove aveva dormito. Non
una vittima del freddo, ma della solitudine sì: «Stefano era un nostro amico – spiega don Peppino – e proprio nel suo ricordo i ragazzi della parrocchia metteranno in campo questa lodevole iniziativa. Stefano era nostro amico come lo sono tutte le persone che hanno bisogno, che vivono in strada. A loro cercheremo di dare un po’ di conforto e di affetto. La speranza è che l’iniziativa di stasera possa ripetersi nel tempo, magari coinvolgendo altre persone desiderose di dare una mano a chi è più emarginato».

La prossima settimana intanto, partiranno i lavori per la realizzazione della Casa di Francesco una struttura per l’accoglienza dei meno forrunati, aperta a tutti, che sorgerà proprio alle spalle della chiesa. «Ci auguriamo – aggiunge don Peppinodi poter ultimare presto i lavori per iniziare ad ospitare nella nostra casa tutte le persone che vivono momenti di estrema difficoltà e che spesso sono costretti a dormire in strada, all’addiaccio, perché soli e senza un posto dove andare».
Daniela Faiella.